LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT INCANTA IL PUBBLICO DELLA FESTA DEL CINEMA

Ho scelto il film come faccio sempre, seguendo l’intuito. Avevo qualche aspettativa data la bravura degli attori, Claudio Santamaria che mi piace da sempre e Luca Marinelli, che mi ha incantata con la sua interpretazione in “Non essere cattivo” di Caligari. Conoscevo a grandi linee la trama. Non sapevo nulla del regista Gabriele Mainetti, ma non immaginavo assolutamente che durante la proiezione avrei riso, applaudito e pianto con tutto l’entusiasmo e la partecipazione di cui sono capace (ehm molta). Con tanto di standing ovation finale, pubblico impazzito, lunghissimi applausi e la gente in sala che si riversava entusiasta a congratularsi con gli attori, compresa io, che presa dall’impeto del momento mi sono gettata tra la folla pur di fare i complimenti a tutto il cast. Ebbene si, “Lo chiamavano Jeeg Robot” è stato un vero trionfo, un piccolo gioiello Italiano che racchiude e mescola generi e stili diversi con un risultato “esplosivo”. (come non pensare in certe scene di violenza irriverente al Tarantino di Pulp Fiction o ai ragazzi di Romanzo Criminale?). Lo chiamavano Jeeg Robot è la storia di Enzo Ceccotti, (Claudio Santamaria, ingrassato di 20 kg, che riesce a trasmettere con il solo sguardo un mondo interiore fatto di solitudine) burbero delinquente nato e cresciuto a Tor Bella Monaca, che si ciba di yogurt alla vaniglia e film porno in una casa che casca a pezzi come la sua persona. Durante un inseguimento cade nel Tevere dentro un barile contenente una sostanza radioattiva ed acquisisce i superpoteri.
Enzo incontra Alessia, Ilenia Pastorelli, figlia di un boss che rimane ucciso durante un’operazione di droga. Alessia è svitata, turbata dalle violenze sessuali e morali subite, vive in un mondo tutto suo dove Hiroshi, che con i superpoteri si trasforma in Jeeg robot, è il suo eroe, e lei una splendida principessa. Infine c’è lo straripante Luca Marinelli che interpreta lo Zingaro, un pazzo delinquente narcisista che canta le canzoni della Bertè, intrallazza con la camorra, uccide a colpi di IPhone fracassato in testa i suoi amici, e sogna un futuro grandioso, da divo di youtube, compiendo un atto memorabile: mettere una bomba allo stadio Olimpico durante il derby Roma-Lazio. La storia si conclude con una lotta ad armi pari tra bene e male, degna dei migliori film di supereroi. Un film completo, dove oltre la bravura e l’intensità degli attori trovano spazio i sentimenti, la solitudine, la presa di coscienza, la follia, la violenza, i Social network, il narcisismo e la voglia di apparire tipiche della nostra società, con una Roma degradata che fa da sfondo ed una bellissima fotografia (la scena della giostra meravigliosa).
Che altro aggiungere? Andatelo a vedere, sarà ancora in programmazione durante i giorni della Festa, altrimenti nelle sale da febbraio 2016.

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