Roma. Chiudono le librerie indipendenti. Cosa sta succedendo?

Queste sono le notizie che mi mettono più tristezza e mi fanno anche arrabbiare. Leggere fortifica le nostre menti, stimola la curiosità, ci rende liberi. Ebbene cosa ci sta succedendo? A Roma le librerie indipendenti stanno chiudendo tutte, una ad una, e le più grandi resistono, ma con mille difficoltà. Mi sembra di essere tornata al medioevo, al periodo dell’oscurantismo, ci mancano le basi culturali per fare qualsiasi cosa e soprattutto l’ignoranza ci rende sempre più schiavi del nostro logoro sistema politico, sociale e culturale. Insomma possibile che dobbiamo continuare ad essere vittime di noi stessi ?
Qui sotto l’articolo di Repubblica che ha suscitato il mio disappunto… Voi cosa ne pensate? http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/11/03/news/vendite_a_picco_e_affitti_alle_stelle_salviamo_le_librerie_indipendenti-70113084/

9 Comments

  1. 1

    Penso che la causa dello sfacelo culturale mondiale sia costituita dai social network, facebook in primis. Le persone ormai vivono in un eterno presente, e se chiedi loro qual è l’ultimo libro che ha letto, non ti sanno neanche rispondere: c’è una perdita di memoria e di concentrazione generalizzata. Penso che si sveglieranno solo quando rimarranno in mutande, e allora sarà troppo tardi (è troppo tardi già ora, ma comunque… Non si sa mai). Sembro essere andato fuori tema, ma non è così.

  2. 3
    • 4

      Se per nuova concezione intendi l’era digitale, questo è un dato di fatto. Ma il fenomeno grave risiede ormai nella mancanza di curiosità e stimoli che caratterizza la nostra epoca. queste librerie librerie, in qualche modo rappresentavano la nostra memoria storica, degli angoli magici in cui rifugiarsi ed ora non ci sono più.

    • 5

      Se per concezione intendi l’inizio dell’epoca digitale con i suoi libri digitali sono d’accordo. Ma l’importante è leggere sempre e comunque. L’importante è essere curiosi e in questo il web ci aiuta tantissimo. L’importante è tenere la mente ” sveglia” e l’unica via possibile è attraverso la cultura. La cultura è la medicina ad una società ormai vuota e priva dei valori fondamentali. Quindi, teniamoci attivi e sempre informati!

  3. 6

    Non credo che l’era digitale sia la causa di questo male, ma bensì l’uso sbagliato o l’abuso soprattutto nelle generazioni più giovani, a costituire un grave rischio sociale; Spesso mi capita di osservare il comportamento dei ragazzi più giovani, che appartengono ad un tempo diverso a quello in cui io sono cresciuto. Ciò che invece manca oggi rispetto a quando io ero ragazzo sono i riferimenti sociali, gli esempi, gli ideali sia istituzionali che sociali o scolastici, che dovrebbero indirizzare alla formazione dei giovani; questo enorme vuoto sociale per giunta amplifica quanto di negativo esiste nella società e di cui si sente parlare tutti i giorni soprattutto dai mas media.
    Quando come oggi mancano ai giovani delle guide sociali e morali, si crea un enorme vuoto, che verrà fisiologicamente riempito anziché dalla cultura e dall’esperienza‘’una vera ricchezza per chi è dotato di intelligenza’’dal modello sociale che è più vicino nel loro tempo, uno di questi è il social network.
    La scuola, ad esempio dovrebbero insegnare alle nuove generazioni ad usare questi nuovi strumenti digitali affinché ne possano fare un uso proficuo, onde evitare che ne subiscano un’immagine distorta come troppo frequentemente accade, facendone uno strumento di perversione.
    Il social network e paragonabile ad un coltello che viene messo nelle mani di un adolescente che, se avrà ricevuto una formazione scolastica, sociale e morale adeguata lo utilizzerà per farne uno strumento utile, in caso contrario lo utilizzerà per ferire qualcuno.

    • 7

      Grazie per il tuo commento Piter. Mi trovi pienamente d’accordo con te, i social e l’era digitale rappresentano una naturale evoluzione della società e se utilizzati con criterio, sono degli strumenti che offrono delle potenzialità incredibili x la diffusione delle idee. Ma devono essere usati in maniera costruttiva. Il problema infatti è altrove, in questo enorme vuoto che si è venuto a creare ( politico, sociale, culturale, di valori, etc etc) e che, visto che le istituzioni non sono interessate a colmare, è nostra responsabilità averne cura. E non è assolutamente un compito facile!

  4. 8

    Grazie a te per il tuo riscontro; vorrei risponderti riguardo alle cause che sono sotto gli occhi di tutti quanti e che quasi tutti ignorano, e che stanno generando questo enorme vuoto (politico, sociale, culturale, di valori, etc etc) di cui le persone e in particolare i più giovani ne sono inconsapevolmente il prodotto finale, con le parole di un anziano giornalista che rispecchiano la realtà attuale, e su cui ci si dovrebbe fermare a riflettere, e di cui si trovano dei video su youtube, Tiziano Terzani, che è morto pochi anni fa:
    tutto il mondo di oggi si fonda sulla materia, l’acquisizione, l’avere più che l’essere, la concorrenza.
    Pensa un ragazzino oggi, va a scuola e invece di crescere nella gioia di scoprire le cose della terra, del mondo, di scoprirne le sue regole, di scoprirne le sue meraviglie, la prima cosa che gli insegniamo, che gli imponiamo, è di essere concorrente del suo vicino, lo deve far fuori per essere il primo della classe, e così è tutto.
    E poi tutto il sistema economico è fondato esclusivamente sul profitto;
    L’economia dovrebbe essere fondata sulle esigenze dell’uomo, l’economia dovrebbe essere fatta non per i criteri economici ma per l’uomo;
    la crescita? Ma siamo sicuri che il progresso deve essere solo crescita?
    O non sarebbe molto meglio arrivare ad una situazione in cui abbiamo poco ma il giusto?
    E tutti un po’ di più, invece che pochi tantissimo, e tantissimi poco?
    Voglio dire, se ci rimettiamo a pensare ciò di cui veramente abbiamo bisogno, non è quello che l’economia di oggi ci dà.
    Se tu pensi, oggi l’economia è fatta per costringere tanta gente a lavorare a ritmi spaventosi, per produrre delle cose per lo più inutili, che altri lavorano a ritmi spaventosi per poter comprare.
    Perché questo è ciò che dà soldi alle società e alle multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente.
    Io trovo che c’è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola ‘’Felice’’, ed è ‘’Contento’’, ‘’Accontentarsi’’, Uno che si accontenta è un uomo felice, perché in questo sistema fondato sulla crescita dei desideri, c’è sempre un desiderio che per te è irraggiungibile, e rende tutti infelici.

    • 9

      Purtroppo ciò di cui parli altro non è che il risultato del mondo capitalistico di cui tutti facciamo parte, nessuno escluso. Io credo che l’unica arma che l’uomo contemporaneo dispone per potersi difendere e non rischiare di essere risucchiato da questo sistema che tutto ingloba, sia la consapevolezza. Purtroppo si è lavorato in questi anni ad un capillare smantellamento del sistema culturale che ha creato generazioni prive di un senso critico, che accettano tutto ciò che gli viene imposto dall’alto senza chiedersi il perché. E così siamo arrivati ad oggi. Per me l’hanno fatto scientificamente per continuare a fare indisturbati i propri comodi. Nostra responsabilità oggi è invertire la tendenza, fare informazione, formazione e difendere la cultura…..Con l’impegno di tutti.

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